lunedì 28 febbraio 2011

Robio: "Il mio sogno è lo scudetto"

Il capitano arancionero si racconta. La nostra forza? Il gruppo. Il punto debole? Le chiacchiere.


E' il tuo quinto anno alla Linetti. Fai un bilancio complessivo di questa avventura.
"Se dovessi dare un voto da 1 a 10 a questi 5 anni di Linetti darei sicuramente un 8. Sono stati 5 anni vissuti intensamente, in cui siamo riusciti a toglierci grandi soddisfazioni come i due campionati vinti, ma abbiamo passato anche momenti di difficoltà e uniti ne siamo sempre usciti a testa alta".
Cosa significa per te essere il capitano di questa squadra?
"Essere capitano, indipendentemente dalla squadra in cui si gioca, è sempre motivo di orgoglio e responsabilità, ma in campo dal mio punto di vista siamo 7 capitani. Penso che nella nostra squadra tutti sarebbero meritevoli di esserlo. Ovviamente tutti a parte Chato!".
Dopo due anni ai vertici dell'Eccellenza l'esordio in Elite è coinciso con nuove lotte nei bassifondi. Come vi siete adattati alla nuova categoria?
"Il problema non è stato tanto l'adattarsi alla categoria. Dovevamo prima conoscerci tra di noi, poi i risultati piano piano sono arrivati e il girone di ritorno ne è la prova".
Per la squadra è stato un anno di grandi cambiamenti: dalla categoria all'allenatore, dal metodo di allenamento allo stile di gioco. Come hai vissuto tutto questo?
"In tutti questi anni di calcio - sia a 7 sia a 11 - mi sono comportato sempre alla stessa maniera. Non importa chi è l' allenatore e non conta la categoria. L' importante è dare sempre il massimo sia in partita che in allenamento. Poi ovviamente ognuno ha le sue idee che si possono condividere o meno, ma che bisogna sempre rispettare".
Dopo un avvio difficile state risalendo la china e la salvezza è ad un passo. E' il caso di guardare anche alla zona podio?
"Per essere il primo anno in Elite direi che la salvezza va più che bene, ma vista la classifica attuale puntare a qualcosa in più non ci costa niente, anzi, dobbiamo provarci!".
Una cosa che adori della Linetti ed un'altra che vorresti cambiare.
"Quello che mi piace è il gruppo, quello che mi piace un po' meno di quest'anno è che ogni tanto siamo nervosi per niente e la seconda cosa è che spesso si parla troppo, molte volte a sproposito".
Diventare padre è un valore aggiunto per un calciatore?
"Non saprei. Sicuramente ti cambia dentro ed è una cosa meravigliosa... Bruno adesso tocca a te!".
Hai appena compiuto 28 anni, l'età della piena maturazione calcistica. C'è ancora un sogno sportivo nel cassetto?
"Il sogno sarebbe diventare un giorno campione regionale o addirittura nazionale con la Linetti, però per l'anno prossimo mi accontento anche di un paio di calzettoni e braghini nuovi e poi di giocare con la maglia numero 33! Grazie".

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